Francesca
Mi chiamo Francesca, ho 49 anni e nell'ottobre del 2024 ho vissuto un'esperienza che ha cambiato per sempre la mia vita.
Sono arrivata in ospedale in condizioni gravissime a causa di uno shock settico.
Il mio organismo stava cedendo: insufficienza renale acuta, gravissime complicazioni sistemiche e una lunga permanenza in rianimazione.
Sono stata sottoposta a ventilazione, dialisi e numerosi interventi chirurgici. In seguito, le conseguenze della malattia, hanno portato anche all'amputazione di parte della mia mano destra.
Il 22 ottobre 2024, hanno chiamato i miei familiari, per far accompagnare i miei 8 figli a darmi l'ultimo saluto supportati da un'equipe di psicologi. Sono mamma di 4 figli naturali e 4 adottivi.
Durante quei giorni però, è accaduto qualcosa che, per me, va oltre ciò che stava accadendo al mio corpo.
Dovevo morire e invece ho fatto un viaggio in Paradiso e sono tornata.
Ho avuto la sensazione nitida di trovarmi fuori dal mio corpo e di poter osservare ciò che accadeva dall'alto.
Poi ricordo un passaggio verso una luce immensa e una dimensione completamente diversa da quella terrena.
Quello che ho percepito era straordinariamente reale.
Ricordo degli angeli, una Gerusalemme celeste e infine un trono e la presenza di Gesù con cui ho parlato a lungo. Non riesco a descrivere pienamente con le parole la sensazione di pace e di amore che accompagnava quell'esperienza.
Ma ricordo soprattutto un messaggio.
“Custodisciti” è stato il messaggio di Gesù Cristo.
E poi il richiamo alla mia vita e ai miei figli: “Vai dai tuoi figli” In quel luogo ho potuto incontrare Don Oreste Benzi e la mia nonna materna, Maddalena.
Ed e cosi che sono stata riaccompagnata da loro due, dalla mia famiglia e così sono ritornata.
Il ritorno alla vita non è stato semplice. Sono seguiti circa sei mesi di ricovero, numerosi interventi chirurgici e conseguenze fisiche che hanno trasformato profondamente la mia esistenza.
Eppure da quel momento anche il mio rapporto con la vita, con la morte e con Dio è cambiato.
Non posso dimostrare che cosa sia accaduto in quei momenti e non pretendo di dare una spiegazione scientifica alla mia esperienza. Posso soltanto dire che avevo il 2% di probabilità di sopravvivenza e sono qui per testimoniare ciò che ho visto, ciò che ho percepito e quanto profondamente mi abbia trasformata. Oggi la morte, per me, non rappresenta più quello che rappresentava prima.
Ho sentito infine la necessità di mettere per iscritto questa esperienza e il percorso che ne è seguito, pubblicando il libro “DI LÀ C'È VITA”. L'ho fatto soprattutto perché ciò che ho vissuto mi ha lasciato una convinzione e un messaggio che desidero condividere: la vita è preziosa, va custodita, e l'amore che ci lega alle persone che amiamo può diventare una forza potentissima per tornare a vivere. Solo Dio può decidere con certezza l'ora in cui rimarremo in Paradiso, fino a quel momento si può tornare ed e anche un dovere raccontare che di là c'è la vita ...la vita Eterna!