Giancarlo
Ho vissuto la mia esperienza NDE, avuta a causa di un grave incidente stradale, nel1976, in un tempo in cui, di queste cose non se ne parlava, e in cui la maggior parte delle persone non le conosceva.
Premetto che io non sono credente di nessuna religione, ma non ho mai nascosto la mia esperienza.
Dell’esperienza vissuta, ho preso coscienza quasi per caso qualche giorno dopo, riconobbi i medici che mi sveno soccorso, e di fronte alla loro incredulità, mimai le manovre che eseguirono per riportarmi in vita. In realtà, io le avevo viste, ma dall'alto, ero piccolo, ma già parte di un immenso che non conoscevo, fuori dal mio corpo, ma stavo bene, forse un po distaccato da ciò che stava succedendo, ma dal grande dolore provato nell'incidente passai a star cosi bene, mi dava pace.
Poi è cominciato il viaggio nel tunnel verso la luce e provai una pace interiore così grande da non avere esempi esplicativi. Sono arrivato alla fine del tunnel e mi sono ritrovato in un mondo di luce che mi avvolgeva amorevolmente, sensazione indescrivibile, difficile da far capire.
Poi, ad un certo punto, sono come stato risucchiato indietro ad una velocità pazzesca con un urlo di incredulo disappunto, mi risvegliai in ambulanza.
Ho sempre raccontato la mia esperienza senza timore di essere preso in giro, ma ho anche lottato con me stesso per capirne gli aspetti più profondi. Ho fatto anche ricerche su internet, per sapere se c'è qualche persona che ha vissuto un esperienza premorte con il viaggio nel tunnel verso la luce, e ritorno, e che sia nato da un parto cesareo anziché di parto naturale, per capire se sia stata un allucinazione primordiale del cervello che ancora ad oggi non capiamo e il tunnel non sia altro che il canale del parto, questo perché diversi racconti, compreso il mio, descrivono il tunnel proprio cosi. Anche se mi tengo stretta la memoria di questo vissuto, vorrei però comprendere, perché se mi tolgo questo dubbio, posso affermare che dopo la morte c'è la vita.
Ci tengo a dire che non ho incontrato, ne visto, persone care o famigliari che non c'erano più. Ho solo compreso di far parte di un immenso. Preciso questo perché, ascoltando altri racconti simili di persone che hanno incontrato padri madri e cosi via, mi viene il dubbio che sia un tam tam di cui oramai si parla con facilità. Non voglio passare per "il portatore della verità”, ma 50 anni fa eravamo veramente pochi ad avere il coraggio di raccontare queste esperienze.