testimonianze

Simone Inches

Salve a tutti,
per la prima volta mi trovo qui a condividere una testimonianza, un'esperienza, un vissuto, accaduto quattro anni fa. Personalmente lo reputo un vissuto stranamente particolare, che mi ha lasciato moltissimi dubbi ed interrogativi in tutti gli anni seguenti. Sebbene conosca da molto tempo il fenomeno delle NDE, (attraverso testimonianze di conoscenti e anche letture di libri e varie informazioni) non ho mai posseduto l'assoluta certezza che questo fenomeno fosse universale e uguale per tutti, data l'età in cui l’ho approcciato per le prima volta nella mia vita. Tuttavia, per la mia interiore curiosità, l’ ho sempre riconosciuto come il più grande mistero di tutta l'Umanità, potente e affascinante. Ho sempre considerato (e anche oggi) la morte qualcosa di estremamente terrificante, specialmente durante l’adolescenza, ma non in precedenza perché, nell’infanzia, non la tenevo minimamente in considerazione.

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Fulvio dal racconto di Maurizio

Io sono medico. Specialista in Anestesia e Rianimazione.

Cominciai ad interessarmi del fenomeno delle NDE ancora prima che Raymond Moody pubblicasse in Italia il suo best seller "La Vita oltre la Vita". Nel 1982 (avevo a quel tempo circa 28 anni), seppi da un conoscente che un amico comune, aveva avuto una esperienza molto particolare, durante un incidente d'auto molto grave. Se n'era sentito parlare di queste esperienze, ma nessuno pareva darci credito. La cosa finì li. Poi lessi avidamente (sono molto curioso di fenomeni che rientrano nel paranormale) il testo di Moody ed il secondo pure. Mi venne in mente dell'amico Fulvio così chiesi all'amico che me ne aveva parlato, se ne sapesse qualcosa in più. "Chiedilo a lui", mi disse, con te credo che si confidi, non ne parla volentieri, ma tu sei anche suo amico e medico e non credo che avrà difficoltà.

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Maya

Alcuni anni fa per un tentato omicidio, sono morta per piu di mezz'ora e, da allora, è iniziata una "Nuova Era" per me.....

Ho visto la mia anima staccarsi dal corpo, fluttuava nell'aria, non avevo più memoria della mia vita, era nella mia anima. Ad un certo punto, mi trovai in un posto buio e strettissimo in cui percepivo altre anime, eravamo tante, poi ho sentito un lamento di una donna.

Intravidi un piccolo puntino di Luce, e più lo guardavo, più diventava grande fino a quando fui attratta come una calamita verso quella Luce, diventata un Portale di Luce con accanto il Guardiano con una lunga Spada appuntita. Forse era san Michele Arcangelo che si dice pesi le anime.

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Maria Stella

Durante il parto cesareo del mio primo figlio, mi sono ritrovata immersa nella nebbia e provavo molto dolore. La mia disperazione era terribile in quanto pensavo di essere morta e che quel dolore non sarebbe mai cessato.

Vedevo una luce molto lontana e volevo andare verso la luce, perché sentivo che lì il dolore sarebbe finito. Ma una barriera di voci me lo impediva, nonostante le mie suppliche. Le voci mi dicevano che non potevo raggiungere la luce perché avevo irriso la pratica delle messe per i defunti e perché troppo attaccata ai beni terreni. Alla fine mi hanno anche detto che non era ancora giunto il mio momento, che dovevo tornare sulla terra e dire a tutti che la vita eterna c'è. In quel preciso istante, mi sono svegliata e ho riconosciuto la voce del mio ginecologo.

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Nadia

Non so cosa ho visto, non sono sicura di cosa fosse. Mia madre stava per morire, in quel periodo, per parecchie notti, mi capitava di sognare panorami stupendi: fiori, erba, montagne, rocce. Ero sola, i colori erano così vividi e forti e tutto era così nitido!

Io non sono mai stata una fanatica della natura. La rispetto e adoro gli animali, ma i paesaggi, proprio non mi hanno mai interessata. Ho pensato a posteriori, a distanza di diversi anni, che forse volevano farmi vedere dove sarebbe andata mia madre.

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Orietta

Molto tempo fa, avevo circa 9 anni, era d'estate ed io stavo male da giorni. Un virus estivo? Un'influenza? So che bruciavo di febbre. Il medico non seppe fare molto. Di pomeriggio le mie sorelle, bambine come me, giocavano sul nostro grande terrazzo. Io ero sola nella stanza ed ero affranta dalla febbre. Ero ben sveglia: d'un tratto girai la testa verso la mia destra e vidi una "religiosa” o forse una "Santa", inginocchiata accanto a me, rigida, con le mani giunte, guardava altrove e pregava. Indossava un manto bleu scuro. In un attimo scomparve. Nella stanza con me non c'era nessuno, né mia madre aveva chiamato religiose al mio capezzale. Guarii.

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Maria

Una notte mentre dormivo, ho sognato delle cose brutte, un terremoto forte.

Eravamo in una casa a due piani, con degli amici, tremava in continuazione, ho guardato i miei amici e ho detto: “dobbiamo scappare fuori”, ma non si sono mossi.

Io sapevo di dover andare fuori, così sono corsa verso una parete, dove c'era una finestra o qualcosa di simile e mi sono lanciata fuori.

Appena uscita, immediatamente, mi si é aperto davanti un cancelletto di legno. Sono rimasta sul bordo del davanzale o qualcosa sotto i miei piedi che mi sosteneva.. Mi sono trattenuta ad osservare per un pò e ho visto un paesaggio paradisiaco, volevo chiamare i miei amici per farglielo vedere, ma qualcosa me l'ha impedito. Quello che vedevo era un verde bellissimo, dei fiori, degli alberi, un panorama stupendo, guardando verso giù ho visto un laghetto d'oro, con dell'acqua d'oro che scendeva da sopra. Io mi ci volevo assolutamente tuffare, perché era troppo bello. C’era un silenzio, e una pace mai vista, ho pensato più volte: “adesso mi butto”, ma sapevo che probabilmente non sarei potuta tornare più indietro. Mentre pensavo cosa fare, ho sentito un vento dolce e delicato spingermi verso dentro dalla testa ai piedi, anche se cercavo di buttarmi, c'era quel vento che mi spingeva indietro e, in qualche modo, ho capito che non era ancora il momento giusto. A questo punto mi sono svegliata.Non mi sono più riaddormentata. Non penso dimenticherò mai questo sogno.

Cosa mi sia successo quella notte, ancora adesso, non lo so.

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Vittorio

Sono un uomo di 50 anni e sin dalla prima infanzia, dall età di 7 anni circa, mi capita di vivere paralisi notturne.

Circa 2 o 3 esperienze l'anno, ma nel mese di dicembre del 2016, mi è successo per un mese intero, tutte le notti.

Durante una di queste, mi sono sentito, in piena coscienza, catapultato fuori dal mio corpo, a velocità pazzesca, volando nello spazio e pensando "cavolo succede davvero!”

Improvvisamente mi ritrovo di fronte una luce immensa, indescrivibile, viva, ma sopratutto sperimento uno stato di "Serena Estasi”, indescrivibile, cosciente di tutto e della nostra interconnessione con Dio.

Nella luce, so che c'è Gesù. Con tutte le mie emozioni mi dirigo dentro quella luce, ma poi mi sento ricadere, come in un baratro, di nuovo a tutta velocità e mi ritrovo nel mio corpo.

Dopo quest'episodio ho cominciato a leggere tanto e in molte letture, ho ritrovato la mia stessa esperienza.

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Marco

Agosto 2020, intervento chirurgico per sostituzione valvola aortica. Quattro giorni dopo aver subito questo intervento, ho avuto un arresto ventricolare completo. 

Ricordo che ero seduto sul letto, parlavo, scherzavo con i compagni di stanza e alla fine di una lunga difficoltosa risata (causa ferita toracica) mi sentii precipitare alla velocità della luce. 

Mi rendevo perfettamente conto di essere morto e non sapevo dove mi trovavo (credo dentro me stesso), ma la cosa non mi preoccupava, mi domandai se mi mancava il respiro e la risposta fu no, perché non respiravo, eppure stavo benissimo. Tutto era buio, ma era come se vedessi, non avevo più un corpo, ma stavo benissimo. Improvvisamente mi svegliai circondato dai medici che mi rianimavano. Non ho avuto nessun'altra complicazione, se non l'impianto di un pacemaker. 

Ho dimenticato di scrivere, che in quei momenti sentivo un continuo rumore di catene, tipo un carrarmato o un escavatore. Questi rumori erano insopportabili.

Oggi lavoro, corro ma penso di continuo a cosa ho sperimentato, anche se è impossibile da descrivere a parole.

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Diana

La notte tra il 28/29 dicembre 2020 ho fatto, non intenzionalmente, un mix di alcol e farmaci, che si è rivelato quasi letale per me. Mi stavo frequentando da poco con un ragazzo ed ero andata a casa sua e avevamo bevuto una bottiglia a testa a stomaco vuoto.
Tornata a casa, volevo solo dormire ( e assolutamente non togliermi la vita) e ubriaca dalla bottiglia di vino decido, senza pensare lucidamente, di prendere tre pastiglie di topiramato, varie gocce di Laroxyl e un Benadryl. Collasso sul letto e mi addormento.

Mentre dormivo sento il mio battito rallentare sempre di più fino a fermarsi. È praticamente impossibile spiegare a parole cio’ che mi è successo perché cosa è successo durante e dopo non è qualcosa che non ho mai vissuto su questa terra e che si possa descrivere. Sono entrata in uno stato di immediata pura consapevolezza e certezza del fatto che io stessi morendo e che quelli erano i miei ultimi attimi in vita. Non sono mai stata più consapevole di qualcosa nella mia vita, sapevo che era giunta l’ora della mia morte, senza un secondo di minima esitazione. Ero stupita del fatto che la mia morte fosse arrivata così presto, ma ne è seguita un’immediata accettazione, sapevo di non poterci fare nulla. C’erano molte emozioni in quel momento ma anche tristezza nella realizzazione che me ne stessi andando.

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Marika Lea

Il 9/3/2006 durante un intervento di chirurgia plastica ho avuto un’esperienza che mi ha spaventata , confusa e segnata profondamente.. Fin’ora ne ho parlato solo con mia mamma e i miei figli per timore di non essere capita o creduta!

Un mese fa mia mamma è morta di COVID in maniera rapida e violenta a 62 anni senza avere altre patologie.... il dolore ha lasciato posto allo shock e alla non rassegnazione così ho iniziato a leggere libri che mi dimostrassero la vita dopo la morte ... ne ho comprato uno perché mi piaceva il titolo e,ad un certo punto , ho letto una testimonianza che avrei tranquillamente potuto dare io perché l’avevo vissuto nella stessa identica maniera in prima persona! Ero sconvolta!

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Anonima

Ho sempre avuto avvenimenti particolari nella mia vita, come svegliarmi nella stanza senza corpo e andarmene in giro per casa o in altri mondi (volando, oppure teletrasportandomi con il pensiero).
In queste "sortite" c'erano anche altre entità, spesso predatorie, al punto da costringermi a fuggire di nuovo nel corpo, terrorizzata.

Dopo anni in cui mi sono aggrappata alla pura razionalità o al totale scetticismo, ho dovuto impegnarmi in un percorso personale interiore, per dare un senso a tutto questo.

Il momento che ha cambiato tutto, è stato quando, così confusa e oppressa da tutte queste cose a cui non riuscivo a dare una spiegazione (avevo anche visioni di altre vite, captavo pensieri di persone o di entità invisibili), mi sono chiusa in camera e mi sono concentrata su me stessa superando ogni paura. 
Ho imposto tutta la mia volontà in una sola domanda, rivolta alla parte più profonda di me: "Fammi vedere che cosa succede".

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Rosana

Questa notte, sono svenuta tra le ore 1 e le 2 a seguito di un litigio con una donna Psicopatica che mi fa Stalking domestico e bullismo da 8 mesi. Per il nervoso le ho urlato da dietro il muro, ho dato pugni e ho anche registrato in audio così da avere altre prove a mio favore visto che ha già una diffida.

Dopo il litigio sono svenuta, credo mezz’ora, e ho sentito musica una canzone, Monster di Mendes e Justin Bieber, sono giovani uno di loro avrebbe l'età di mio figlio che ho perso in un aborto,22 anni.

Chissà forse la sua anima era vicino a me, sarebbe diventato cantante. Questa canzone Monster mi fa un sacco piangere, ho trovato il testo in italiano ma mi dà anche pace gioia, credo di aver avuto un contatto con aldilà con l'anima di mio figlio che non è mai nato. Avevo abortito al 3' mese mi e successo tante volte nella mia vita di avere NDE forse e per prepararmi al dopo e non avere paura della morte così da spiegarmi e informare le persone, chissà sono viva grazie a Dio, la musica ci segue dalla nascita alla morte, una canzone per ogni situazione è il mio sogno, desiderio era di diventare Cantante, Buon Natale A tutti voi da Rosana di Torino

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Valerio

Avevo mangiato funghi allucinogeni (Peyote) e bevuto una birra. Facendo la lotta con un amico, mi sono rotto delle articolazioni del braccio. Poco dopo ho iniziato a sentire dolore, la mia vista era abbagliata e piena di chiazze e puntini bianchi, poi hanno iniziato a farmi male le gambe, quindi ho dovuto distendermi, avevo quasi del tutto perso i sensi.

In seguito i miei amici mi hanno sollevato per le braccia e spostato, praticamente a peso morto.
In quel momento mi sembrava che il mio corpo fosse solo un manichino fatto di carne, e anche se guardavo per terra, con gli occhi (ancora offuscati dal bagliore e dalle chiazze bianche), nello stesso momento vedevo me dall'alto e i miei amici che mi aiutavano.
Nonostante sentissi la mia forza e il mio vigore vitale molto bassi, la coscienza di me era 3/4 volte superiore rispetto ai picchi massimi della vita quotidiana.

In pochi attimi ho visto tutto quello che ero, che avevo fatto e che avevo lasciato nel mondo, molto lucidamente e mi è sembrato di percepire anche il mio futuro come se fosse già scritto. Sentivo un senso di pace e non avevo paura della morte, ma avevo anche un pò di ansia, perché ero ancora vivo. Mi sono anche sentito parte di tutto.

Dopo questa esperienza ho iniziato a credere a una coscienza dopo la morte e all'esistenza di un Dio di cui, tutto e tutti, facciamo parte. Prima dell'esperienza non credevo alla vita dopo la morte, ma ora si. Prima non credevo in Dio, adesso credo in un Dio che è tutto e tutti e che esistiamo ma non esistiamo contemporaneamente.

Più tardi i miei amici mi raccontarono che, mentre ero accasciato a terra e loro cercavano di alzarmi, io ripetevo "lasciatemi morire", "voglio morire" anche se non lo ricordo.

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Dario

Da piccolo, nella cittadina estiva dove ci trasferivamo ogni anno, sono svenuto a causa di una particolare pratica che fa perdere i sensi, fatta da due miei amici più grandi.

Consisteva nel trattenere il respiro e premere sul petto ripetutamente. Ingenuamente accettai, e dopo un attimo mi ritrovai in una stanza infinta completamente buia con in fondo una porta che emanava una luce bianca immensa. Davanti alla porta c’era un soldato che sembrava essere di epoca romana, con uno scudo, una lancia ed un mantello rosso. Mi sentivo attratto da questa porta luminosa, ma continuavo a restare immobile, finché ad un tratto, sentii che mi chiamavano ripetutamente dall’esterno. A quel punto sono ritornato nella vita reale e vedevo i miei amici che cercavano di risvegliarmi. Avevo circa 10 anni e non lo dimenticherò mai.

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Diana

La mia storia..... non saprei darle un nome, non è una NDE...però mi ha segnato per tutta la vita....

Avevo circa 11 o 12 anni. Sono andata in chiesa con mia madre, per benedire le uova di pasqua colorate. All'epoca non sapevo di essere allergica alla sostanza del fumo che era presente in chiesa (non saprei di preciso cosa bruciava il prete per motivi della religione), quindi, mi sono sentita male, al punto che sono svenuta. Ma quella unica volta mi sono sentita.... sospesa nello spazio senza tempo, senza sofferenze, sentivo solo tranquillità, armonia, felicità, indescrivibile, stavo bene. Avevo la sensazione di non sentire caldo e non sentire freddo. Percepivo la luce in vicinanza ma non la vedevo, ero circondata dal buio. In tutta quella armonia galattica, io ero io, ma senza le mani, i piedi...senza corpo...poi ho sentito un forte dolore al braccio sinistro e sono tornata nel mondo pieno di rumori ed emozioni.

Mi hanno preso per il braccio mentre cadevo per terra, dopo essere svenuta….

Quindi tutto questo l'ho vissuto in una frazione del secondo? Si e No. Là il tempo non esiste. Per me il tempo sembrava lungo e corto nello stesso tempo.Oggi ho 36 anni e non riesco a dimenticare questa esperienza vissuta…. Da quel giorno non ho paura della morte… e so che la morte mi porterà in questa dimensione che ho vissuto, indimenticabile. Si, non ero morta nemmeno per un attimo, e mi domando, perché io ho potuto vivere questa esperienza?

Chiedo scusa per i miei errori, l'italiano non è la mia madre lingua.

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Mariangela

Mi chiamo Mariangela ed ho 43 anni.
Scrivo in quanto ho deciso di raccontare la mia esperienza NDE.
Correva l' anno 1999 quando ho incominciato ad avvertire i sintomi classici dell' infiammazione dell' appendice (dolori al fianco, non riuscivo a stendere la gamba destra).
Dopo aver riscontrato che l' infiammazione non spariva con le cure farmacologiche, abbiamo deciso di optare per l' intervento chirurgico.
L' operazione è stata fissata per le ore 20:00 del 10 Novembre dello stesso anno ed in quella data, all' ora prefissata, è venuta nella stanza dell' ospedale un' infermiera per condurmi in sala operatoria.
Ricordo perfettamente l' anestesista con in mano una siringa contenente l' anestetico (un liquido molto denso di colore giallastro) e ricordo altrettanto nitidamente quando lo hanno iniettato nella flebo il cui ago era infilato nella mia vena. Da lì a qualche secondo mi sono addormentata e non ricordo più nulla.
I medici hanno fatto il loro lavoro e subito dopo sono stata riportata nella mia stanza all' interno della quale c' erano i miei genitori che mi stavano aspettando.
Ovviamente non ricordo tale sequenza di eventi in quanto mi è stata raccontata solo dopo qualche giorno; gli infermieri mi hanno assicurato che sono stata svegliata in sala operatoria prima che mi portassero in camera, ma questo particolare non lo ricordo.
Mentre ero in camera in attesa che mi svegliassi dall' anestesia mi è successo quanto segue:

- mi sono separata dal mio corpo ed ho cominciato a fluttuare e volteggiare nella stanza dell' ospedale. Ero lì che volavo in maniera leggiadra e vedevo il mio corpo steso nel lettino con i miei genitori ai lato dello stesso, mia madre alla mia sinistra e mio padre alla mia destra.
Ero pienamente consapevole che ero entrata in un' altra dimensione e, mente volavo, ho deciso di fermarmi in alto sospesa nell' angolo della stanza per fissare il mio corpo.
Anche se volteggiavo in quella camera d' ospedale, allo stesso tempo ero circondata da una realtà composta da colori meravigliosi ed avvertivo una pace ed una gioia che non esistono sulla terra.
Ero talmente felice di stare in quella dimensione che ho fatto un discordo a me stessa: "che bello rimanere per sempre quì".
Allo stesso tempo però sapevo che se fossi rimasta lì, avrei lasciato sprofondare nell' angoscia più totale i miei genitori ed ero molto combattuta perchè se da un lato volevo rimanere, dall' altro non volevo farli soffrire.
Così continuavo a volare felice mentre osservavo un tunnel dall' ingresso buio ma che aveva in fondo una luce così intensa che non esiste quì sulla terra. Questa luce aumentava di circonferenza lungo il tunnel tanto che lo sbocco dall' altra parte era solo luce immensa e meravigliosa che si espandeva a dismisura con raggi lunghissimi. In mezzo a tale bagliore ho potuto scorgere il volto di Gesù.
A tale visione ho rifatto un discorso a me stessa e mi son detta: "non mi importa se lascio i miei genitori, io voglio attraversare quel tunnel ed entrare in quella luce".
Così mi sono avvicinata all' imbocco del tunnel ed ho provato ad inserire la prima gamba per entrarvi dentro.
In quell' esatto istante è apparso alla mia sinistra un Padre Cappuccino che non si è lasciato vedere in volto (aveva lo stesso saio e la stessa forma della testa di Padre Pio, però non posso dire che fosse lui non essendosi fatto vedere).
Lui mi ha bloccata impedendomi di entrare in quel tunnel e, facendomi segno con la mano, mi ha detto: "vai, vai, che ancora ne hai da vivere"!
In quel momento sono rientrata nel mio corpo e mi sono svegliata urlando per il forte dolore che sentivo allo stomaco ed ho visto i miei genitori accanto a me, mia madre alla mia sinistra e mio padre alla mia destra, esattamente come li avevo visti dall' alto della stanza.
Quella notte sono stata malissimo in quanto l' anestetico mi si era bloccato nello stomaco.
Non ho deciso io di rimanere in questa vita, è stato quel Frate Cappuccino che l' ha deciso per me.....

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Antonio

Salve mi chiamo Antonio e solo oggi ho conosciuto questo sito NDE. Io ancora oggi vivo momenti di rapimenti e di annullamento dalla vita che mi circonda, perché nel 2015 ebbi un incidente sulla moto, rimanendo senza vita per 6 ore. Mi sono ritrovato in un giardino meraviglioso seduto su dei fiori colore Oro
e alti un metro. Il cielo sopra di me era come cristallo che rifletteva luce da qualcosa di luminoso che stava dietro al cielo. Mi ricordo che li, tutte le cose venivano all'esistenza nel momento in cui tu le pensavi. All'improvviso comparve dietro adi me un albero alto quanto una montagna, poi da lontano vidi un uomo che passeggiava. Mi rallegrai nel guardarlo, perché pensavo di essere solo, mentre lo osservavo da lontano, all'improvviso me lo trovai accanto, lo guardai nel viso ed era bello, aveva i capelli Oro, una veste bianca con un bottone Oro al petto. Mentre ero tutto tremante nel chiedermi anche dove mi trovassi, lui  stese il braccio e mi invitò ad alzarmi. Incominciò a parlarmi di tante cose che ancora oggi, a frammenti, mi ritornano in mente. Mentre mi parlava e camminavamo, io sentivo una pace ed una sicurezza dentro. All'improvviso vidi che diventa grande come un gigante e nonostante ciò manteneva la sua mano nella mia. Io iniziai a chiedergli dove mi trovavo! Lui con un tono rassicurante mi disse : Non posso dirti per ora dove siamo altrimenti tu mi chiederai di voler rimanere Quì e non è ancora il tempo, ritorna sulla terra.
All'improvviso mi risvegliai, sentendo un forte dolore nel corpo, nella stanza di rianimazione dell'ospedale, pensando di essere a casa mia, nella mia camera da letto.
La cosa mi è venuta alla mente poi, dopo tre giorni. Oggi ancora vivo in modo diverso, riuscendo a percepire cose che prima non percepivo, mi sembra di rivivere in momenti che ho già vissuto, mi fermo Qui.......

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Anonimo

Ho avuto due esperienze di pre morte a distanza di tre anni. La prima esperienza è stata più semplice. Uscita dal corpo mi sono trovata all'interno di un buio che mi dava pace e benessere, ma chiedevo, invano, se c'era qualcuno. Muovendomi, alla ricerca di altri, mi sono trovata in alto rispetto al pavimento.
Vedevo il mio corpo ma non lo riconoscevo mio ed ero parecchio curiosa, perciò mi sono spostata e sono andata a curiosare, vedevo le persone, il medico e le infermiere che sono state chiamate a soccorrere la ragazza riversa a terra. Ho pure riso perchè il dottore camminava in modo accellerato con lo staff dietro e hanno spalancato tre porte  ma stupidamente sono usciti dalla terza porta, dove hanno preso cose.
Il medico stava sopra il mio corpo e vedevo solo la schiena non le manovre. Ho avuto un arresto cardiocircolatorio, dopo che ho eseguito un tampone dentro una narice. Io sono allergica ad alcune anestesie.
Il secondo episodio, sono andata oltre mentre dormivo. Avevo 18 anni. Sono finita in un vortice di luce e ho avuto la coscienza che stavo viaggiando.
In tre, forse quattro giorni, comprese le notti, ho visitato Paola il santuario, due templi buddisti, una cartomante, un clochard e uno sciamano all'interno di una foresta.
A guidarmi nei luoghi buddisti c'era un ragazzo italiano. Quando l'ho riconosciuto e trovato è morto.
Anche lui raccontava una esperienza come la mia . Di un frate francescano..
l'uomo ha costruito il movimento 5 stelle.

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Pamela

Sono Pamela e ho 22 anni. Poco più di due anni fa un mio caro amico morì in un incidente d’auto. Durante il funerale, in chiesa, ho percepito di stare male, come se stessi svenendo. Ho cercato di parlare e chiedere aiuto, ma sembrava la stessa sensazione di quando, in un incubo, provi ad urlare ma sei immobile e dalla bocca non esce nulla. Poco dopo qualcuno mi porta fuori dalla chiesa e da lì è iniziata la separazione tra il mio corpo e la mia anima. Ho capito subito che non era un semplice svenimento, come già mi èera capitato qualche volta nella vita. Mentre “dormivo”, perché la mia sensazione era come se stessi dormendo, sentivo chi parlava attorno a me, ma la mia vista, nel mondo della realtà, era nera. Nel frattempo vedevo invece una forte luce bianca provenire dall’altro, una sensazione di pace e leggerezza incredibile. Sentivo la presenza del mio amico in questa grande luce e di altre persone con i volti molto sereni. In quel momento ero contenta anche io, e quando mi sono risvegliata, ero infastidita del risveglio, come se non volessi lasciare quel posto e quella sensazione. Mi sono risvegliata leggera e come se mi fossi teletrasportata in un secondo, da un posto fisico a un altro posto fisico, perché ciò che ho visto sembrava veramente reale e il fatto che la mia testa pensasse in quel momento, mi fa credere che fossi consapevole di tutto quello che stava succedendo. In quel secondo in cui mi sono ricatapultata nella realtà, non ricordavo di essere stata lì prima, sensazione svanita dopo poco. Premetto che non sono credente, ma la luce che ho visto e tutto l’insieme, sembrava rimandare a qualcosa di divino. Questa esperienza mi ha permesso di rivalutare i tanti valori della vita e di valutare la morte come un passaggio sereno e parte della vita.

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Armando

Mi chiamo Armando
Un giorno andai a fare un tatuaggio. Non ricordo nulla, tranne il fatto di stare in un corridoio buio e vedere ai miei lati, ricordi vividi della mia vita. Poi vidi un po di luce, volevo andarmene da quel posto buio, provai ad andare verso la luce ma non ci riuscivo, piu ci provavo e piu il mio fisico si stringeva come se non avessi scheletro. Improvvisamente sentii freddo, mi risvegliai e c'era il tatuatore che mi bagnava con acqua ghiacciata. Domandai dove stavo, cosa mi era successo. Lui mi disse che mentre mi faceva il tatuaggio, mi ero irrigidito, avevo le pupille dilatate e mi stavo ingoiando la lingua. Lui me la tirava, infatti ricordo di avergli morsicato la mano. Non so cosa mi sia successo, ma credo che non oltrepassando quella luce, forse non era ancora il momento di morire.

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Anonimo

Quattro anni fa, era il 18 marzo, dopo giorni di malessere e dolori lancinanti, mi feci portare al pronto soccorso dell'Ospedale Niguarda di Milano, ero in stato confusionale, ricordo poco di quei momenti passati al pronto soccorso, so solo che a un certo punto persi i sensi. Privo di coscienza mi portarono in terapia intensiva, seppi poi che avevo una occlusione e perforazione intestinale, degenerata in sepsi severa, ero gravissimo.

Mi dissero che nei tre giorni successivi fui operato tre volte, tre look chirurgici per sistemarmi l'intestino e i miei parametri vitali. Durante il coma, in piena sepsi severa, ho avuto un blocco renale, e due arresti cardiaci, arrivarono i miei parenti da Roma perchè a detta dei medici, mi era rimasto poco tempo.

Durante il coma, al contrario di quello che si dice, e cioè che non si prova nulla, io credo di aver sognato, non so se è successo durante gli arresti cardiaci, uno dei quali, a detta dei medici, è stato di un paio di minuti, ma ricordo distintamente il mio corpo senza vita sull letto, e l'allarme del mio monitor che suonava, ma incurante di tutto ciò, iniziai a vagare per l'ospedale.. almeno così mi sembra.

Mi svegliai otto giorni dopo, era la vigilia di Pasqua, e la prima cosa che vidi, fu il sorriso di mia madre che per tutta la durata del mio coma era stata al mio capezzale. La cosa strana che mi ha dato da pensare, è che appena sveglio, io conoscevo tutti gli infermieri e i medici e li chiamavo per nome, non potevo averli conosciuti, ero stato portato in terapia intensiva in stato di incoscienza, e li collegai al mio presunto sogno.

Ristabilito e dimesso dall'ospedale, tornai varie volte in quel reparto, anche solo dall'esterno. Cosa cercavo? Semplice, cercavo i luoghi che avevo visto nei miei sogni ( li chiamo sogni perchè prendo certe cose con la dovuta cautela, anche se credo molto nelll'aldilà), niente da fare, non riconoscevo i posti che cercavo. Nove mesi dopo, a dicembre 2016, si ripresentò un altro problema all'intestino, fui operato di nuovo. Mi portarono al Trauma Center del Niguarda, che si trova 3 piani più su dell'edificio che occupa la terapia intensiva, in cui ero stato ricoverato mesi prima. Mi ripresi n fretta e durante la degenza iniziai ad alzarmi e girare per il reparto, ma appena uscito dalla stanza, vidi cose che mi gelarono il sangue, ma mi diedero uno strano senso di serenità e gioia, riconobbi i posti che "avevo sognato" mesi prima e che non potevo aver visto perchè era la prima volta che ci mettevo piede da cosciente...Traete le vostre conclusioni...

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Enrico

Ciao mi chiamo Enrico ho 40 anni e la mia esperienza avviene dopo uno schok anafilattico mai avuto prima.... Ricordo di aver chiamato l'autobulanza e di sapere che stavo per morire, lasciando un figlio e una moglie... Stavo scendendo le scale, d'inverno, sudando in tutto il corpo come non mai e il cuore mi pulsava a mille.... Mi sono seduto sulla panchina fuori casa mia e non riuscivo a respirare, finché ho perso conoscenza con l'immagine a terra, dei piedi di mio figlio che urlava e piangeva, insieme a mia moglie.... Ora che ho capito cosa è successo posso riferire che sono stato sbalzato in uno spazio bianco e non ricordavo l'immagine atterita di mio figlio e nemmeno di mia moglie... Era come se non fossero mai esistiti.... Io mi sentivo a terra o bambino... Non lo so... Tenevo la mano del nonno e ho visto mia nonna che stava accovaciandosi per raccogliermi....la sensazione di pace era indescrivibile ed io mi sentivo bene, ma non ricordavo nulla di chi stavo lasciando.... Poi il risveglio in autobulanza, con una iniezione di adrenalina.... Sono scoppiato a piangere perché ho capito che non ero più in quel posto.... La mia vita è cambiata, le mie priorità sono cambiate e la morte non mi fa più paura...

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Anonimo

Ero di ritorno da una festa con amici universitari, un anticipo del Natale. Mentre rientravo a casa sul mio motorino CBA, tutto intorno a me si spense, proprio come una luce spenta in una camera senza finestre. Mi ritrovo in un buio sereno dove il senso del mio corpo scompare, ci sono, ma senza un corpo, sono in uno stato sereno una dimensione nuova senza peso. Si galleggio nel sereno, non occorre parlare, la comunicazione con lo spazio che mi circonda non richiede parole, basta il pensiero, quel buio si è trasformato in un cammino di luce, un'attrazione così forte mi fa viaggiare soavemente verso la luce. Quella luce non è fastidiosa non è accecante non è definita, bensì mi avvolge, mi fa galleggiare senza corpo in una serenità profonda. Ad un tratto percepisco come un immediato risucchio (proprio come quello che fa l'acqua quando scorre in una vasca dopo l'estrazione del tappo). Quindi mi ritrovo catapultato su una barella di ospedale, mentre mi stavano tagliando i vestiti e mi portavano d'urgenza in sala operatoria. Ad un tratto, tutto quel dolore, dopo tanta pace e serenità, mi fa prendere con forza il braccio dell'infermiere che spingeva la barella.....e dirgli sono allergico!!!! (non era vero), ma quel gesto mi salvò la vita ancora una volta, ero polifratturato in sette parti, ed alcune costole avevano perforato il mio polmone....sarei morto in sala operatoria, perché l'ortopedico per intervenire sulla frattura esposta del mio femore, non si sarebbe accorto del versamento di sangue. Così mi fecero una radiografia del torace e li cominciò la mia lotta per la vita. Ero stato investito a 160 km orari da un'auto, che mi aveva preso in pieno sbalzando il mio corpo a più di 20 metri di distanza. Non ho camminato per un'anno, quella esperienza mi ha cambiato la vita. Ho più volte raccontato quello che avevo visto e sentito, mi sembrava necessario, sono accadute tante cose che non mi sapevo spiegare, mi capita di percepire a distanza le cose, comunicare senza parlare e percepire la presenza di entità intorno a me. Sono passati 25 anni da quell'esperienza, è la prima volta che la scrivo, ma a me sembra mi sia accaduto ieri, spero possa essere utile alle vostre ricerche.

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Anonimo

Avevo 5 anni quando accadde. Era estate; con la mia famiglia andai in un porto dove era ormeggiata la nostra barca. Per entrarvi dovevo semplicemente attraversare una piccolissima stradina. Quando scendemmo dalla macchina mi fermai in mezzo alla strada, per guardare il mare (mio padre stava parlando con mio fratello e mia madre e stava prendendo delle cose dalla macchina). Dei motori ad un tratto sbucarono da un vicoletto, e distratti dal cellulare, mi investirono sulle costole/coste. Gli ultimi istanti che ricordo furono mio padre che correva verso il motore che stava scappando...poi una sensazione rilassante, come quando, dopo una lunga giornata di lavoro vai a dormire e ti fai cullare dal letto. Mi ricordo di aver visto mia madre che mi teneva in braccio, e mio padre che guidava la macchina, mi ricordo i miei fratelli seduti in una della panchine dell'ospedale, con la testa bassa, forse vidi anche una statua che raffigurava un santo o simili. Venni trascinato in una sorta di spirale nera, non avevo paura, ero sereno, ero felice. Ad un certo punto questo vortice iniziò a sgretolarsi e dalle crepe entrava della luce. Mi sono svegliato in un ospedale e per qualche strano motivo, non riportati nessuna frattura né lesione.

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