Mariangela

Mi chiamo Mariangela ed ho 43 anni.
Scrivo in quanto ho deciso di raccontare la mia esperienza NDE.
Correva l' anno 1999 quando ho incominciato ad avvertire i sintomi classici dell' infiammazione dell' appendice (dolori al fianco, non riuscivo a stendere la gamba destra).
Dopo aver riscontrato che l' infiammazione non spariva con le cure farmacologiche, abbiamo deciso di optare per l' intervento chirurgico.
L' operazione è stata fissata per le ore 20:00 del 10 Novembre dello stesso anno ed in quella data, all' ora prefissata, è venuta nella stanza dell' ospedale un' infermiera per condurmi in sala operatoria.
Ricordo perfettamente l' anestesista con in mano una siringa contenente l' anestetico (un liquido molto denso di colore giallastro) e ricordo altrettanto nitidamente quando lo hanno iniettato nella flebo il cui ago era infilato nella mia vena. Da lì a qualche secondo mi sono addormentata e non ricordo più nulla.
I medici hanno fatto il loro lavoro e subito dopo sono stata riportata nella mia stanza all' interno della quale c' erano i miei genitori che mi stavano aspettando.
Ovviamente non ricordo tale sequenza di eventi in quanto mi è stata raccontata solo dopo qualche giorno; gli infermieri mi hanno assicurato che sono stata svegliata in sala operatoria prima che mi portassero in camera, ma questo particolare non lo ricordo.
Mentre ero in camera in attesa che mi svegliassi dall' anestesia mi è successo quanto segue:

- mi sono separata dal mio corpo ed ho cominciato a fluttuare e volteggiare nella stanza dell' ospedale. Ero lì che volavo in maniera leggiadra e vedevo il mio corpo steso nel lettino con i miei genitori ai lato dello stesso, mia madre alla mia sinistra e mio padre alla mia destra.
Ero pienamente consapevole che ero entrata in un' altra dimensione e, mente volavo, ho deciso di fermarmi in alto sospesa nell' angolo della stanza per fissare il mio corpo.
Anche se volteggiavo in quella camera d' ospedale, allo stesso tempo ero circondata da una realtà composta da colori meravigliosi ed avvertivo una pace ed una gioia che non esistono sulla terra.
Ero talmente felice di stare in quella dimensione che ho fatto un discordo a me stessa: "che bello rimanere per sempre quì".
Allo stesso tempo però sapevo che se fossi rimasta lì, avrei lasciato sprofondare nell' angoscia più totale i miei genitori ed ero molto combattuta perchè se da un lato volevo rimanere, dall' altro non volevo farli soffrire.
Così continuavo a volare felice mentre osservavo un tunnel dall' ingresso buio ma che aveva in fondo una luce così intensa che non esiste quì sulla terra. Questa luce aumentava di circonferenza lungo il tunnel tanto che lo sbocco dall' altra parte era solo luce immensa e meravigliosa che si espandeva a dismisura con raggi lunghissimi. In mezzo a tale bagliore ho potuto scorgere il volto di Gesù.
A tale visione ho rifatto un discorso a me stessa e mi son detta: "non mi importa se lascio i miei genitori, io voglio attraversare quel tunnel ed entrare in quella luce".
Così mi sono avvicinata all' imbocco del tunnel ed ho provato ad inserire la prima gamba per entrarvi dentro.
In quell' esatto istante è apparso alla mia sinistra un Padre Cappuccino che non si è lasciato vedere in volto (aveva lo stesso saio e la stessa forma della testa di Padre Pio, però non posso dire che fosse lui non essendosi fatto vedere).
Lui mi ha bloccata impedendomi di entrare in quel tunnel e, facendomi segno con la mano, mi ha detto: "vai, vai, che ancora ne hai da vivere"!
In quel momento sono rientrata nel mio corpo e mi sono svegliata urlando per il forte dolore che sentivo allo stomaco ed ho visto i miei genitori accanto a me, mia madre alla mia sinistra e mio padre alla mia destra, esattamente come li avevo visti dall' alto della stanza.
Quella notte sono stata malissimo in quanto l' anestetico mi si era bloccato nello stomaco.
Non ho deciso io di rimanere in questa vita, è stato quel Frate Cappuccino che l' ha deciso per me.....

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